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Risparmio energetico

 

È possibile realizzare grandi risparmi energetici sia negli edifici che nell’industria

1/Gli edifici statali

Lo stato si è impegnato tramite le leggi Grenelle I e II del 2009 e del 2010 a intraprendere, a partire dal 2012, nell’arco di 8 anni, lavori di ristrutturazione che mirano a ridurre di almeno il 40% i consumi energetici e di almeno il 50% le emissioni di gas a effetto serra. Secondo l’ADEME, praticamente il 50% del consumo energetico degli edifici statali è imputabile a due ministeri, quello dell’economia e quello della giustizia.

2/Il residenziale-terziario

Plan de Rénovation Energétique de l’Habitat (PREH), lanciato il 21 marzo 2013, pone degli obiettivi annuali in materia di ristrutturazione delle abitazioni:

  • a partire dal 2014, 180.000 abitazioni private, di cui 38.000 occupate da persone in situazione di precarietà, a cui si aggiungono 90.000 alloggi popolari;
  • a partire dal 2017, 380.000 abitazioni private, di cui 50.000 alloggi occupati da persone in situazione di precarietà, a cui si aggiungono 120.000 alloggi popolari.

3/L’industria

Secondo ADEME, il 16% del consumo di combustibile nell’industria viene rilasciato sotto forma di calore residuo > 100°C, cioè 51 Twh/anno. Durante il funzionamento di un forno, ad esempio, solamente dal 20 al 40% dell’energia del combustibile costituisce calore utile (vedere di seguito):

Bilan thermique Industrie

Fonte: ADEME, La chaleur fatale industrielle