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La biomassa

 

La biomassa è la prima fonte di energia rinnovabile in Francia

La biomassa rappresenta un 68,5% delle energie rinnovabili prodotte in EU-27:

Biomass IT

Nonostante ricopra già un ruolo importante, la legna da ardere presenta ancora un potenziale di crescita importante come strumento per la lotta alle emissioni di gas a effetto serra. Secondo la Grenelle, dovrebbe costituire la fonte principale di energia rinnovabile da qui al 2020.

 

L’energia legno, una risorsa poco sfruttata

Le foreste occupano più del 28% del territorio metropolitano e la loro superficie è pari a 17 milioni di ettari. La loro superficie è cresciuta costantemente negli ultimi 150 anni. Nella Francia metropolitana la raccolta annuale di legna è inferiore alla produzione biologica delle foreste. Non se ne raccoglie più del 60% di quella che cresce ogni anno. Inoltre, di ciò che viene raccolto, una parte significativa finisce come ‘rifiuto’ (segatura, residui forestali, …) che oggi non vengono valorizzate e che tuttavia potrebbero esserlo come “energia legno”.

Secondo due studi recenti (aprile 2010) realizzati per conto dell’ADEME e del Ministero dell’agricoltura, le risorse di biomassa aggiuntive disponibili all’obiettivo del 2020 sono pari a 5,9 Mtep/anno. Il che rappresenta circa 3,7 miliardi di €/anno di importazioni energetiche in meno.

 

L’energia legno, una risorsa energetica locale che genera molti posti di lavoro

La legna può essere trasportata in modalità economicamente sostenibile su una rete di circa 200 km, il che la rende una risorsa locale su scala regionale, non delocalizzabile. secondo l’ADEME, per il consumo di 1000 tonnellate di legna si crea un posto di lavoro nella filiera del legno, cioè circa 20 posti lavoro permanenti per una centrale da 10 MW. Per fare un confronto, una centrale fotovoltaica di 10 MW crea all’incirca 1 posto di lavoro permanente. Tra le energie rinnovabili, l’energia legno presenta l’impatto più favorevole in termini di impiego.

 

L’ evoluzione da qui al 2020 della biomassa come fonte di calore: un potenziale significativo

La crescita più decisa si trova nel settore del riscaldamento collettivo e industriale, con un obiettivo a termine di 5,2 Mtep/anno (~ 60 TWh). Si tratta del mercato su cui si posizione Kyotherm a medio termine.

Per raggiungere questi obiettivi, il primo target della Grenelle è raddoppiare la produzione di calore derivante dalle reti di calore da qui al 2020, da 2 a 4 Mtep e di incrementare la componente di energie rinnovabili, in modo particolare di biomassa, utilizzata in tali reti. La Grenelle dell’ambiente fissa l’obiettivo quantitativo di incrementare di 12 volte il calore prodotto ogni anno a partire dalla biomassa e distribuito da una rete di calore, tra il 2008 e il 2020.

GRAPHE 5

L’esempio dello sviluppo dell’energia legno nel nord dell’Austria

La regione austriaca “Oberösterreich” è in anticipo di qualche anno sulla Francia per quel che riguarda la messa in pratica di meccanismi di aiuto pubblico per l’utilizzo di energie rinnovabili per i bisogni termici. In questi ultimi anni, l’impiego della biomassa per scopi di riscaldamento ha sperimentato una crescita molto importante, al di là delle aspettative.

Biomasse Austria

Oggi esistono più di 345 reti di calore a biomassa in “Oberösterreich” e il 17% del consumo di energia primaria e il 31% dell’energia termica sono forniti dalla biomassa. Un livello tale di penetrazione in Francia, molto probabile nel medio termine a causa del prezzo dell’energia e grazie ai meccanismi di aiuto recentemente adottati, significa un potenziale di crescita molto importante per Kyotherm.

Le centrali a legna

Una centrale a legna comprende principalmente cinque elementi:

  1. un silos di stoccaggio del legno;
  2. un sistema di estrazione e di trasferimento del combustibile verso la caldaia;
  3. una caldaia composta da un forno e da uno scambiatore di calore con la rete;
  4. un sistema di depurazione dei fumi;
  5. un sistema di scarico delle ceneri.

biomasse_centrale-a-bois

Centrali ad elevato valore aggiunto:

  • dal punto di vista energetico, la resa delle moderne centrali a legna è eccellente (più del 90%).
  • Dal punto di vista sociale, i progetti incentrati sul legno creano molti posti di lavoro nella filiera silvicola e nell’approvvigionamento (1 posto di lavoro per 1000 tonnellate, cioè 2 posti di lavoro per 1 MW).
  • Dal punto di vista ambientale, il legno è un’energia rinnovabile, il cui ciclo di utilizzo non emette CO2. Al KWh, il legno costa da 5 a 10 volte in meno rispetto all’energia fotovoltaica ed è 3 volte meno caro rispetto al petrolio.